Ex Polveriera – rassegna stampa1
Bresciaoggi – mercoledì 23 gennaio 2008 cronaca pag. 8
LA CIRCOSCRIZIONE. Il presidente della Seconda soddisfatto per l’operazione ma vuole il coinvolgimento del territorio
Ferrari: «Progetto partecipato»

«Siamo molto favorevoli a questo progetto, che consegna al quartiere e alla città un nuovo luogo di incontro e di socialità». Gianbattista Ferrari, presidente della seconda circoscrizione, è più che soddisfatto per il nuovo polmone verde che interesserà la zona Nord di Brescia.
«Peraltro – osserva Ferrari – se pensiamo che questo parco sarà direttamente collegato ai percorsi che portano nella valle di Mompiano e all’ex POLVERIERA ci rendiamo conto delle potenzialità straordinarie di quest’area». È partendo da tali considerazioni che il presidente della Seconda – e con lui l’esponente esterno della commissione urbanistica della circoscrizione Alberto Platto – avevano evidenziato la necesità di alcuni correttivi illustrati nei dettagli nelle osservazione inviate dalla Circoscrizione all’Amministrazione. «Il piano effettua uno studio generale del parco esteso al complesso delle due aree limitrofe, ma approfondisce e progetta solo l’area ricompresa nel piano “Montini” – si legge -. E anche riguardo alla procedura progettuale il piano, seppur rigoroso, prescinde da qualsiasi coinvoglimento e partecipazione dei soggetti interessati al futuro utilizzo del parco: residenti, scuole, associazioni».
LA SECONDA ha chiesto in sostanza che il progetto garantisca «l’omogenea e contemporanea realizzazione delle due aree» e l’applicazione del metodo della progettazione partecipata per definire cosa farne del futuro parco pubblico della città. Tali richieste, nella discussione che c’è stata in commissione Urbanistica del Comune, sembra che siano state in buona parte accolte.
«Non ho ancora visto la versione definitiva – afferma Ferrari -, ma se è così siamo ulteriormente soddisfatti. Ad ogni modo le nostre richieste vanno nella direzione di un progetto di parco pubblico in progress, con tanto di coinvolgimento di cittadini ed associazioni». Tra le considerazioni della seconda circoscrizione, come diretta conseguenza dei due punti sopra citati, vi è anche la richiesta di una maggiore permeabilità e interazione tra le due aree ora divise da una muraglia.
NON SOLO, la Seconda rileva che anche altre soluzioni tecniche (recinzioni, aree di parcheggio) o l’assenza di varie attrezzature (servizi igienici, locali ad uso delle associazioni, chiosco per il ristoro) rispondono più a una logica di fruizione «interna» del parco che non ad un uso «aperto» ai cittadini e al territorio. Infine, secondo la Seconda, «il progetto del parco non considera l’interazione possibile e necessaria» con l’attività delle vicine scuole materna, elementare e media.
La logica di fondo è chiara: se si vuole che il futuro parco diventi un luogo di incontro e socialità per l’intera città bisogna muoversi per tempo in fase di progettazione e coinvolgere fin da subito cittadini e associazioni. La scommessa è farne un nuovo parco fruibile e aperto per l’intera città TH.BE.
«Peraltro – osserva Ferrari – se pensiamo che questo parco sarà direttamente collegato ai percorsi che portano nella valle di Mompiano e all’ex POLVERIERA ci rendiamo conto delle potenzialità straordinarie di quest’area». È partendo da tali considerazioni che il presidente della Seconda – e con lui l’esponente esterno della commissione urbanistica della circoscrizione Alberto Platto – avevano evidenziato la necesità di alcuni correttivi illustrati nei dettagli nelle osservazione inviate dalla Circoscrizione all’Amministrazione. «Il piano effettua uno studio generale del parco esteso al complesso delle due aree limitrofe, ma approfondisce e progetta solo l’area ricompresa nel piano “Montini” – si legge -. E anche riguardo alla procedura progettuale il piano, seppur rigoroso, prescinde da qualsiasi coinvoglimento e partecipazione dei soggetti interessati al futuro utilizzo del parco: residenti, scuole, associazioni».
LA SECONDA ha chiesto in sostanza che il progetto garantisca «l’omogenea e contemporanea realizzazione delle due aree» e l’applicazione del metodo della progettazione partecipata per definire cosa farne del futuro parco pubblico della città. Tali richieste, nella discussione che c’è stata in commissione Urbanistica del Comune, sembra che siano state in buona parte accolte.
«Non ho ancora visto la versione definitiva – afferma Ferrari -, ma se è così siamo ulteriormente soddisfatti. Ad ogni modo le nostre richieste vanno nella direzione di un progetto di parco pubblico in progress, con tanto di coinvolgimento di cittadini ed associazioni». Tra le considerazioni della seconda circoscrizione, come diretta conseguenza dei due punti sopra citati, vi è anche la richiesta di una maggiore permeabilità e interazione tra le due aree ora divise da una muraglia.
NON SOLO, la Seconda rileva che anche altre soluzioni tecniche (recinzioni, aree di parcheggio) o l’assenza di varie attrezzature (servizi igienici, locali ad uso delle associazioni, chiosco per il ristoro) rispondono più a una logica di fruizione «interna» del parco che non ad un uso «aperto» ai cittadini e al territorio. Infine, secondo la Seconda, «il progetto del parco non considera l’interazione possibile e necessaria» con l’attività delle vicine scuole materna, elementare e media.
La logica di fondo è chiara: se si vuole che il futuro parco diventi un luogo di incontro e socialità per l’intera città bisogna muoversi per tempo in fase di progettazione e coinvolgere fin da subito cittadini e associazioni. La scommessa è farne un nuovo parco fruibile e aperto per l’intera città TH.BE.

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