5 per 1000 - A chi può dar fastidio?

Le vicende legate alla legge che regola la destinazione del 5×1000 sono tanto varie ed intricate, quanto sommerse e sconosciute. Come del resto è semi sconosciuto lo stesso meccanismo del 5×1000: paghiamo le tasse, una parte delle quali vengono utilizzate per alimentare la rete della solidarietà sociale; spesso e volentieri anzichè essere destinate a chi ne ha realmente bisogno queste risorse vengono accaparrate da persone di dubbia moralità. Per evitare che questo succeda il legislatore ha predisposto il meccanismo del 5×1000 che porta il contribuente a decidere dove destinare parte delle sue tasse, nella speranza che le “regali” a realtà che godano della sua fiducia e che possa controllare. Un meccanismo che esalta la partecipazione dei cittadini, che li porta a considerare il sistema fiscale meno vessatorio.

Tutto bello, certo, se nonché si ha come l’impressione che il legislatore non sia troppo convinto della sua scelta, o meglio, che non si aspettasse un tale successo e che tanti cittadini, nonostante quasi nulla sia stato fatto per pubblicizzare questo meccanismo, abbiano destinato il loro 5×1000. Risultato? Tentativi di mettere tetti ridicoli alla raccolta complessiva, eccessiva burocratizzazione, esclusioni incomprensibili. Gira voce che sui modelli dei Cud per i redditi del 2007 non sia stata stampata la casella dove indicare il codice fiscale della onlus scelta.

Le battaglie delle associazioni a difesa delle onlus accreditate per il 5×1000 sono diverse e continue.

Provate a leggere l’ultimo articolo di Gabriella Meroni su Vita “5 per mille: lettera a Zamagni”

E’ incredibile…

Viene da chiedersi a chi può dare fastidio se i soldi che versiamo con le nostre tasse vengono usati in modo corretto

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