Barack Obama, ti chiedo di credermi
Febbraio 13, 2008Ho incrociato per caso un post di Paolo Ferrara su Fundraisingnow! che analizzava il sito del candidato alla presidenza degli Stati Uniti Barak Obama e la capacità del sito stesso di raccogliere fondi online, ma non soltanto.
Chiedere a qualcuno di fare una donazione per un progetto politico quando si parla di Barak Obama vuol dire qualcosa di più, vuol dire partecipare alla costruzione di un sogno, un sogno fatto di persone che insieme si muovono per cambiare le cose, dove a contare non sono soltanto le grandi lobby, ma soprattutto i piccoli elettori che hanno donato cifre inferiori ai 25€, circa 180.000 per una somma totale di diversi milioni di dollari.
Scorrere il post di Paolo Ferrara fa capire come mai questo politico sia, comunque vadano le primarie americane, comunque vadano le elezioni, un fenomeno importante: il web 2.0 è il nuovo confine della partecipazione diffusa, una rete di relazioni sociali ed interpersonali che ha sempre più forza, sempre più peso. Basti pensare all’influenza sull’opinione pubblica del blog di BeppeGrillo.
Utilizzare questo mezzo per poter comunicare con gli elettori vuol dire disponibilità all’ascolto, capacità di capire quel che viene detto, non solo quindi ambizione ad essere ascoltati.
La campagna elettorale è ormai iniziata. La politica nazionale è in fermento, quella cittadina già da tempo affila le armi. Staremo a vedere chi avrà più voglia di dire e chi più di ascoltare.
Pubblicato da Roberto Cammarata