Inno alla vita dell’elefantino Rosa
Febbraio 21, 2008http://www.firmiamo.com/liberadonna
Nella serata di ieri, 20 febbraio 2008, ospiti della trasmissione Matrix, due vecchi amici, colleghi di qualche anno fa, Giuliano Ferrara e Barbara Palombelli.
Ferrara sembra un ragazzino, un adolescente che partecipa alla prima assemblea di istituto, parla di responsabilità, amore, responsabilità nell’amore, del grande insegnamento datoci dagli ultimi due papi e tutto il suo solito repertorio retorico.
La Palombelli più pratica, concreta, inizia a parlare di difesa della 194, di una società che non supporta le ragazze madri, il disagio nel non avere la sicurezza di asili nido, il rischio del licenziamento in caso di maternità, ricorda le motivazione della battaglia della 194, ovvero la lotta all’aborto clandestino, e ancor più denuncia come il clima di terrore che la sua moratoria sta instaurando stia di fatto già favorendo al ritorno dell’aborto clandestino.
Abilmente Ferrara sposa a pieno le tesi della Palombelli, si dichiara del tutto contrario all’abolizione della 194, chiede invece che venga attuata in pieno, in ogni sua parte, in modo da assistere le donne, perché la vita, le persone a cui viene negata la possibilità di vivere ecc.ecc.
Addirittura invita la Palombelli a candidarsi nella sua lista tanto sono vicini nelle loro posizioni, a detta sua.
E la Palombelli invece a sottolineare la necessità di sistema di civiltà che accolgo i bimbi, ma anche le donne/mamme, il dramma che vive una donna nell’aborto, sia esso voluto o meno.
E Ferrara giù a darle ragione, che capisce benissimo.
A quel punto la Palombelli una frecciatina la tira: capisci quasi tutto, perchè non hai figli e perchè non sei donna.
Non è un affondo, ma è sufficiente per aprire il primo spiraglio nell’armatura forgiata nella pura ipocrisia che Giuliano Ferrara porta tanto fieramente.
Quando poi gli viene chiesto come mai, per una battaglia tanto universale, abbia scelto di schierarsi a destra, ecco che le carte vengono scoperte: nell’altro schieramento sono pochi i difensori della vita.
E che diamine, la Palombelli non ci sta: se non ci sono difensori della vita, chi rimane, aspiranti assassini o suicidi?
Quello che ho visto è stato il confronto educato e competente tra due persone mosse da motivazioni ben diverse:
narcisistiche, opportunistiche ed estremamente ipocrite le une,
pratiche, appassionate, partecipate e sincere le altre.
Da una parte la furbizia dell’arroganza nel potere, dall’altra la preoccupazione di una mamma.
Il mese prossimo diventerò papà.
Francamente credo che impegnarsi nel denigrare, squalificare una legge come la 194, e ancor più accusare d’essere fiancheggiatori del più grande genocidio di tutti tempi chi la difende, non servirà a molto alla mia bambina.
Credo onestamente che potrà essere donna consapevole e, se vorrà, mamma felice solo se potrà vivere in una città che la saprà accogliere, disposta a fidarsi di lei garantendo strumenti come la 194 che le consentano una piena autodeterminazione e che la emancipino dall’ipocrita, elettoralistico, vigliacco inno alla vita dell’Elefantino Rosa
Pubblicato da Roberto Cammarata
