Una casa per il PRECARIO

Il 6 di gennaio di quest’anno Sandra ed io abbiamo finalmente traslocato nella nuova casa.

Una vera soddisfazione, un po’ perchè la nostra casetta è veramente deliziosa, il posto più dolce dove accogliere la nostra piccolina, un po’ perchè è stato veramente faticoso ed impegnativo riuscire a comprarla.

Chiunque di questi tempi abbia affrontato l’acquisto di una prima casa sa di cosa parlo: iter burocratici, notai, la trattativa, quale sarà il giusto prezzo?, allacciamento delle utenze, l’arredo, il tasso variabile, quello fisso, e chi più ne ha più ne metta, ma ancor più la frustrazione è il rendersi conto che da solo non ce la puoi fare.

Quando ti trovi a dover stipulare il contratto di finanziamento con l’istituto di credito ecco la doccia fredda: il tuo reddito va bene, però il contratto…

Considerato che sono ricercatore universitario a progetto, il contratto è rinnovato di volta in volta, pertanto senza posto fisso: un precario.

Allora via alle garanzie incrociate, il consulto in famiglia, un aiuto di qua, titoli di terzi in garanzia di là. Insomma, un grattacapo che non ti dico.

Fortunatamente tutto è andato bene e adesso non rimane che rimboccarsi le mani per pagare la rata del muto a fine mese, finire di aprire gli scatoloni del trasloco e trovare un posto per ogni cosa.

Mentre mi arrabatto  a sistemare una scarpa scompagnata in uno scaffale ed a raccogliere i cocci dell’ultima tazza che ho rotto senza che la Sandra si accorga che era la sua preferita, ecco che mi capita in mano l’espresso del 28 gennaio dove trovo un articolo che si intitola UNA CASA PER IL PRECARIO…sembra autobiografico.

Lo leggo con grande piacere: si fa una piccola analisi su quelli che sono i meccanismi con cui le amministrazioni comunali italiane aiutano i giovani ad acquistare una casa. Tra tutti si fa notare l’iniziativa di Roberto Tricarico, assessore alla casa del comune di Torino.

E’ semplicissima: il comune fa garante per i precari con età compresa tra i 24 e 35 anni per l’acquisto della prima casa nei confronti dell’istituto di credito. In pratica, se a fine mese non ce la fai, una pezza la mette il tuo comune.

wow!!!.

Vado subito a vedere cosa fa il Comune di Brescia per i giovani che mettono su famiglia, digito www.comune.brescia.it e…

….ho fatto fatica a trovare informazioni.

Penso che siano due argomenti troppo importanti perché non vengano presi in considerazine:

1 – aiutare le giovani famiglie a compensare l’instabilità dovuta alle nuove figure professionali grazie a meccanismi di sostegno come quello proposto dal giovane assessore di Torino

2 – avere un sito internet comunale più “usabile”

~ di Roberto Cammarata su Febbraio 24, 2008.

3 Risposte to “Una casa per il PRECARIO”

  1. Certo, visto come vanno le cose con il comune di Brescia, c’è da chiedersi se poi non ti porta via la casa: basti pensare il rincaro dei canoni dell’edilizia popolare dell’ultimo periodo

  2. sfrattato da una casa popolare dal comune di torin
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    Archive for the ‘[Politica] diritti del cittadino’ Category
    case popolari
    Giovedì, Settembre 18th, 2008
    Provocazione di Dennis Martucci – L’esponente Dc: «Chiamparino è colpevole di spreco di denaro pubblico
    AMICO REPORTER – Sigilli alla casa del sindaco
    TORINO 18/09/2008 – Città inondata di volantini. I vigili urbani li hanno scoperti, appiccicati con lo scotch sul portone di casa del sindaco Chiamparino, nei pressi del Municipio e in altri luoghi della città. Nonostante il vecchio simbolo della “Balena bianca”, la Democrazia Cristiana, il contenuto del manifestino ha allarmato le pattuglie dei vigili urbani che hanno allertato la Digos. Gli uomini del capo della vecchia polizia politica, Giuseppe Petronzi, ci hanno impiegato poco a capire di cosa, in realtà, si trattasse. I manifesti sono stati sequestrati e dopo un paio di telefonate si è risaliti all’ideatore dei volantini: Denis Martucci, leader locale e depositario del simbolo della Dc. E’ stata un’iniziativa di carattere satirico rivolta al primo cittadino, destinatario di un poco probabile “fermo politico” dei beni che risultano nella sua disponibilità, privata e pubblica: dall’abitazione a Palazzo Civico, allo stadio, ad alcuni cantieri sparsi qua e là in città. Un “fermo” dovuto, secondo Martucci, alla «colpevole sperequazione di denaro pubblico attraverso l’emissione di derivati da parte del Comune». Chiamparino i manifesti non li ha potuti vedere in quanto si trova all’estero in missione; dal suo entourage, però, si minimizza la “trovata” del giovane leader Dc e la si liquida come «una bravata che abbiamo considerato per non più di trenta secondi». Dalla Digos confermano che l’esponente scudocrociato, con l’attacchinaggio dei volantini, non ha commesso alcun reato, semmai, per lui, potrebbero scattare contravvenzioni amministrative per l’affissione abusiva. segue: Vincenzo

    Casa: il miraggio di un tetto

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    TORINO 17/04/2008 – Sono stati più di 10mila le famiglie che hanno partecipato all’ultimo bando per l’assegnazione di una casa popolare. Poco più di un proforma per l’80 per cento di loro. Perché, a Torino, di case non ce sono. O meglio, non sono abbastanza benché quasi 900 alloggi di edilizia privata siano tuttora sfitti. Impossibile, poi, rivolgersi a un mercato privato che pur contando su 30mila alloggi vuoti, offre prezzi proibitivi per la maggior parte delle tasche. In città, il massimo della spesa che un nucleo familiare può in media affrontare per avere un tetto sopra la testa è di 250 euro per un mese di affitto. Il prezzo di mercato di un garage, tanto per intenderci. Tra domanda e offerta si pone quindi un divario di circa 200 euro. Sicuramente troppi per chi deve tirare a campare con la minima. A questo punto non resta che aggrapparsi al tanto auspicato “Piano dei 10mila alloggi” che l’assessore alla casa del Comune di Torino, Roberto Tricarico, continua a invocare da anni. L’unico modo per ridare linfa a un mercato, quello dell’edilizia popolare, ormai saturo e riservato solo agli strati più deboli della popolazione. [CONTINUA…]

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    Giovedì, Settembre 18th, 2008
    Via Fleming – Una lastra di cemento di 16 metri quadri minaccia di piombare sugli alloggi
    Case popolari a rischio crollo
    Famiglie pronte ad evacuarle
    TORINO 24/07/2008 – La notizia è arrivata alla fine della riunione convocata dall’Atc nella sua sede di corso Dante: tra oggi e domani le famiglie di via Fleming 10 e 12 – quartiere Mirafiori Sud – dovranno lasciare i loro appartamenti. Sgomberati, perché il tetto della loro palazzina popolare è a rischio crollo.
    L’Atc e il Comune non hanno avuto scelta. Una perizia affidata all’ingegner Paolo Cottino ha infatti accertato un preoccupante cedimento nelle coperture del palazzo. Una tipica costruzione anni ’70, con i tetti realizzati con lastroni di cemento di 16 metri quadri l’uno incastrati come in un gigantesco puzzle. Un mosaico che ora rischia di perdere i pezzi e di collassare sugli ultimi piani dello stabile. Gli stessi che l’Agenzia ha deciso di evacuare per garantire l’incolumità delle dieci famiglie che li abitano.

    «Una misura assolutamente preventiva – ha dichiarato ieri sera l’ingegner Bruno Digrazia, incaricato dal Comune per i sopralluoghi -, ma che il dissesto ha reso comunque necessaria. Ora, il nostro obiettivo è di sostituire il pannello con uno più leggero, che influisca meno sulla stabilità della struttura». Un intervento di rimozione che avrà una durata massima di otto giorni, anche se i tecnici del Comune confidano di far rientrare le famiglie nelle loro case al massimo per l’inizio della prossima settimana. «A quel punto inizieranno i lavori per la sostituzione delle coperture. Un cantiere che speriamo di chiudere entro una novantina di giorni». Un termine che l’ingegner Digrazia si dice certo di rispettare anche se nei sottotetti verranno rinvenute fibre di amianto da bonificare.

    Nell’attesa che le gru rimuovano la lastra di cemento armato, le famiglie verranno ospitate dall’Atc in residence di Piazza Guala. Soggiorno completamente gratuito per gli affittuari dell’Agenzia di corso Dante. Ma a pagamento per le famiglie che hanno deciso di riscattare i loro alloggi popolari. Senza dubbio i primi che sperano in una veloce conclusione di questa vicenda.

    vincenzo segue:

    Sono 30mila le persone che ogni mese faticano a pagare rate e affitti
    Famiglie strozzate dai mutui,
    e mancano le case popolari

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    AMICO REPORTER – I nostri anziani si nutrono di rifiuti (video)
    TORINO 20/06/2008 – «Circa 15mila famiglie torinesi sono in sofferenza per la casa. Si tratta di almeno 30mila persone su una popolazione cittadina intorno alle 900mila unità». La denuncia è arrivata ieri dal Sicet, il sindacato degli inquilini che fa capo alla Cisl, che ha organizzato il convegno “I bisogni abitativi a Torino: cresce la domanda, manca una politica”.
    Il richiamo a un maggior impegno delle istituzioni locali è chiaro: «Torino vive una situazione migliore di altre città – ha detto il segretario del Sicet Giovanni Baratta – ma questo non significa che da noi manchino i problemi. Molti cittadini vivono l’emergenza abitativa ogni giorno e l’offerta di case popolari è inadeguata».

    Allargando il discorso all’intera provincia il quadro peggiora ulteriormente. Secondo gli inquilini della Cisl, «almeno 91mila famiglie delle 210mila che vivono in affitto nella provincia hanno situazioni di grave difficoltà». Evidente che i problemi aumentino per chi dispone di redditi bassi: «L’affitto arriva a incidere per il 47% sul budget familiare dei nuclei che hanno un reddito sotto i 10mila euro», calcola il Sicet.

    Al conteggio vanno poi sommate le spese che gravano sull’abitazione e che non possono essere eliminate. La casa, come ha rilevato di recente un’analisi di Unioncamere Piemonte, assorbe in media una quota pari al 42,3% delle disponibilità economiche delle famiglie piemontesi. Per affitto o mutuo, spese condominiali, assicurazione e spese di smaltimento dei rifiuti, ogni mese in media se ne vanno 687 euro, pari al 27,5% del bilancio familiare. Se a questi si aggiungono le utenze domestiche, il cui costo è in costante ascesa, si arriva facilmente intorno alla metà del denaro disponibile ogni mese.

    I mille euro al mese di reddito segnano ormai un solco tra chi riesce ad arrivare alla fine del mese, pur con molte difficoltà, e coloro che si ritrovano di fatto in una condizione che lambisce da vicino la soglia della povertà. È il caso delle famiglie che hanno diritto all’alloggio popolare, ma che non riescono a ottenerlo a causa della scarsità di abitazioni disponibili. Non stupisce quindi l’aumento degli sfratti per morosità, che l’anno anno scorso a Torino hanno raggiunto le 2mila unità. Calcolando sui bandi di assegnazione degli alloggi popolari, nel 2007 circa 10mila famiglie ne hanno fatto richiesta.

    Sempre secondo il Sicet-Cisl, che ha riportato dati diffusi dalla Banca d’Italia, «il reddito medio delle famiglie in affitto è inferiore di circa il 40% rispetto alle famiglie proprietarie». Il disagio economico dei nuclei più deboli intanto è aumentato: quantificando in percentuale, tale indicatore è passato dal 13,7% del 1995 al 23,3% del 2004. Nel frattempo non risulta che i redditi siano aumentati e nemmeno che la corsa dell’inflazione abbia subito un rallentamento. Al contrario, l’ultimo rilevamento ha segnato +3,6%, dato più elevato da 12 anni a questa parte.

    La casa è diventata un problema per fasce sempre più ampie di popolazione. Il motore dell’edilizia popolare intanto gira al minimo: se nel 1980 vennero concesse 35mila autorizzazioni per costruire alloggi popolari, nel 2004 il dato si è fermato, in tutto il Paese, ad appena 1.300.
    vincenzo segue:

    Un 65enne, dopo una lunga trattativa, ha desistito dal compiere il folle gesto
    Disoccupato e senza casa minaccia di darsi fuoco davanti al Comune

    Photogallery

    TORINO 11/06/2008 – Si è incatenato davanti al Comune e ha minacciato di darsi fuoco. Sul posto sono accorsi i medici del 118 con quattro ambulanze, i vigili del fuoco, la polizia e i vigili e, dopo una trattativa durata qualche ora, Vincenzo Volpicelli, 65 anni, ha desistito dal compiere il folle gesto.

    E’ arrivato davanti al Municipio alle 6 e30 di questa mattina,e, dopo essersi arrampicato sulla statuta dl Conte Verde (a circa due metri di altezza), si è incatenato.In mano aveva una bottiglia di alcol e un accendino, e ha minacciato di darsi fuoco, qualora non gli fosse concesso di parlare con il sindaco Sergio Chiamparino.

    Lamenta di essere disoccupato e di essere stato sfrattato, come altri di cui avevacon sè una lista, dalle case popolari.

    Attorno alle 9, una volta che gli è stato assicurato che avrebbe potuto incontrare il primo cittadino, ha accettato di scendere dal monumento.

    vincenzo segue

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    oggi 17/09/2008 è mancata Concetta
    Mercoledì, Settembre 17th, 2008
    Da quanto appreso oggi dai quotidiani locali a distanza di due settimane è mancata in ospedale (causa ustioni gravi al 50% ) Concetta R.. due settimane fa la signora avrebbe chiesto aiuto ai servizi sociali del Comune di Torino a causa di un sopraggiunto avviso di sfratto per morosità da esperirsi per metà settembre c.a.In qualche modo la signora C. riteneva di non aver avuto informazioni rassicuranti da codesti Servizi tale da indurla in momenti così tragici,a darsi fuoco.dall’Assessorato edilizia residenziale la risposta:a parer mio sempre analoga,sempre quasi la stessa ( affidamento ai servizi sociali, sistemazione temporanea, per un numero di mesi pari a 14, in comunità alloggio,servizi alternativi al dormitorio pubblico previo verifica di problematiche psichiatriche del soggetto). rivolto alla famiglia: un saluto a Concetta . vincenzo

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    assessore case convenzionate
    Venerdì, Settembre 12th, 2008
    vincenzo Dice: Il tuo commento è in coda di moderazione.
    Settembre 12, 2008 at 4:06 pm vincenzo Dice:
    16 09pmFri, 12 Sep 2008 14:55:53 +0000255o, 2008 alle 20.24
    Oggi il funzionario di locare (agenzia di intermediazione alloggi convenzionata del comune di torino) alle mie richieste ho chiesto di aver notizie sulla mia posizione di soluzione abitativa riferisce: lei ha rifiutato la proposta fatta, chiedo se vi è possibilità di una ulteriore speranza risponde:l’assegnazione di un alloggio patrimoniale fatta un anno fà era gestita da altri uffici , oggi lei non può iscriversi all’agenzia locare ( come da me richiesto, perchè non ha un reddito lo stesso controlla in mia presenza lo status/economico a mezzo terminale conferma che l’anno scorso invece era valutato dal dirigente c.ea (commissione emergenza abitativa,premetto che codesto funzionario è facente parte della commissione casa,conosce benissimo tutta la mia situazione) riferisce: le avevano assegnato un alloggio in via provvisoria a canone sociale, (lo rifiutai perchè si trattava di una monocamera,e non di un alloggio tra l’altro versava in condizioni pietose).chiedo informazioni del perché non hanno riproposto un’altra soluzione analoga magari proponendo un alloggio che versasse in condizioni ottimali, mi risponde non dipende da locare ma da altri uffici,a me chiedono solo la disponibilità degli alloggi quando l’uff.patrimonio mi invia le liste degli alloggi di risulta, insisto nel chiedere perché l’anno precedente vi era la possibilità i di essere inserito nelle loro liste di disponibilità, senza che il sottoscritto fosse iscritto riferisce: prima il soggetto accetta l’alloggio poi in secondo stante la commissione casa,visto la sua situazione , lo avrebbe invitato a firmare l’iscrizione all’agenzia. Accenno dopo tre anni che sono stato sfrattato già da una casa popolare, ribadisco (avevo chiesto al giudice di convocare l’ex iacp, all’udienza si era dichiarato che l’alloggio era insalubre si era chiesta una conciliazione volta alla revisione dell’affitto, o al contrario il sottoscritto chiedeva la risoluzione del contratto,durante codesta conciliazione l’iacp sollecita lo sgombero per morosità,il comune non verifica le mie doglianze e esegue lo sgombero,il resto si solleverà su denuncia c/o la Procura della Repubblica) oggi l’unica soluzione proposta: invitano il sottoscritto di servirsi dei servizi sociali al fine di instaurare una pratica ad estinzione del debito pregresso,ho riferito visti gli anni intercorsi ed i numerosi sopralluoghi fatti dai vigili urbani sul luogo dove dormivo, ossia: per la strada, perchè non si è agito d’ufficio. chiedo a ulteriori ragguagli in merito visto che non si ha delucidazioni appaganti,non si pronuncia . ringrazio. vincenzo

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    Venerdì, Settembre 12th, 2008

    « all’assessore roberto tricarico comune di torino

    assessore case comune di torino
    vincenzo Dice: Il tuo commento è in coda di moderazione.
    Settembre 12, 2008 at 4:06 pm vincenzo Dice:
    16 09pmFri, 12 Sep 2008 14:55:53 +0000255o, 2008 alle 20.24
    Oggi il funzionario di locare (agenzia di intermediazione alloggi convenzionata del comune di torino) riferisce:
    l’assegnazione di un alloggio patrimoniale era gestita da altri uffici ,lei non può iscriversi all’agenzi locare perchè non ha un reddito .l’anno scorso era valutato dal dirigente c.ea .(comm. emerg. abit.) le avevano assegnato un alloggio .a canone sociale (rifiutato perchè si trattava di una monocamera,e non di un alloggio).chiedo informazioni ,mi risponde che prima il soggetto accetta l’alloggio poi in secondo stante la commissione casa mi avrebbe invitato a firmare l’iscrizione all’agenzia.dopo tre anni che sono stato sfrattato già da una casa popolare, (avevo chiesto al giudice di convocare l’ex iacp,si era dichiarato che l’alloggio era insalubre se non si conciliava alla revisione del’affitto il sottoscritto chiedeva su istanza al giudice di valutare la risoluzione del contratto,ad avvenuta verifica del Ctu,durante questa concialiazione l’iacp sollecita a mia insaputa ,senza comunicare al comune come dai doveri d’ufficioche si stava per conciliare, lo sgombero per morosità,il comune non verifica le mie doglianze e esegue lo sgombero ,il resto si solleverà su denuncia c/o la Procura della Repubblica)l’unica soluzione che invitano è di servirsi dei servizi sociali al fine di intaurare una pratica del debito pregresso,ho riferito visti gli anni intercorsi ed i numerosi sopralluoghi fatti dai vigili urbani sul luogo dove dormivo, ossia: per la strada, perchè non si è agito d’ufficio.chiedo a Lei ulteriori ragguagli in merito visto che da codesti dirigenti non si ha delucidazioni appaganti.grazie vincenzo

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    all’assessore roberto tricarico comune di torino
    Venerdì, Settembre 12th, 2008
    vincenzo Dice: Il tuo commento è in coda di moderazione.
    Settembre 12, 2008 at 4:06 pm vincenzo Dice:
    16 09pmFri, 12 Sep 2008 14:55:53 +0000255o, 2008 alle 20.24
    Oggi il funzionario di locare (agenzia di intermediazione alloggi convenzionata del comune di torino) riferisce:
    l’assegnazione di un alloggio patrimoniale era gestita da altri uffici ,lei non può iscriversi all’agenzi locare perchè non ha un reddito .l’anno scorso era valutato dal dirigente c.ea .(comm. emerg. abit.) le avevano assegnato un alloggio .a canone sociale (rifiutato perchè si trattava di una monocamera,e non di un alloggio).chiedo informazioni ,mi risponde che prima il soggetto accetta l’alloggio poi in secondo stante la commissione casa mi avrebbe invitato a firmare l’iscrizione all’agenzia.dopo tre anni che sono stato sfrattato già da una casa popolare, (avevo chiesto al giudice di convocare l’ex iacp,si era dichiarato che l’alloggio era insalubre se non si conciliava alla revisione del’affitto il sottoscritto chideva la risoluzione del contratto,durante questa concialiazione l’iacp sollecita lo sgombero per morosità,il comune non verifica le mie doglianze e esegue lo sgombero ,il resto si solleverà su denuncia c/o la Procura della Repubblica)l’unica soluzione che invitano è di servirsi dei servizi sociali al fine di intaurare una pratica del debito pregresso,ho riferito visti gli anni intercorsi ed i numerosi sopralluoghi fatti dai vigili urbani sul luogo dove dormivo, ossia: per la strada, perchè non si è agito d’ufficio.chiedo a Lei ulteriori ragguagli in merito visto che da codesti dirigenti non si ha delucidazioni appaganti.grazie vincenzo

  3. Torino 08/03/2009 (14:00) – AGGRESSIONE A MEZZANOTTE SOTTO CASA MENTRE SALUTAVA L’AMICA

    lo scippatore (nordafricano) le taglia il polso

    L.Z, aggredita con un coltello

    L.Z.

    Accoltellata da un nordafricano, la lama ha tranciato due tendini aggredita sotto casa. Accoltellata. Per una borsetta. E’ avvenuto venerdì, poco prima di mezzanotte. In ospedale è finita Laura Z., 42 anni, sarta e disegnatrice di abiti, un contratto a termine come assistente costumista alla Rai. Era in auto sotto casa, assieme all’amica, Vanessa G. 39 anni. Una strada tra corso Regina Margherita e corso Umbria. «La prego, non scriva dove, vivo da sola» chiede Laura. Ha ancora paura, anche se il peggio è passato. Nella notte, è stata medicata al Maria Vittoria. Il bandito le ha tagliato il polso destro, la lama ha tranciato due tendini. Ieri pomeriggio, gli specialisti hanno ricucito tendini, muscoli e pelle. «La prognosi è di 21 giorni, poi ci sarà la riabilitazione» aggiunge Laura. A distanza di dodici ore, Vanessa è tornata al fianco dell’amica. «Non abbiamo visto quel tizio fino all’ultimo momento – racconta Vanessa -. Eravamo andate all’inaugurazione del negozio di un amico. Ho accompagnato a casa Laura, mi sono fermata con la mia “Panda” sotto casa sua. In doppia fila, con la mia portiera lungo quella di un’auto parcheggiata».Il tempo di poche parole, un saluto. Poi, l’aggressione. «Laura era voltata verso di me, all’improvviso si è aperta la portiera dalla sua parte e si è affacciato quel tizio. Nordafricano, capelli mossi scuri, occhi da spiritato. Aveva un coltello in mano». La lama per minacciare, poche parole per ordinare: «Dammi la borsa, dammi la borsa». «Vattene, non c’è niente dentro» è stata la risposta di Laura, che non mollava la presa. E nemmeno il bandito. «A quel punto, ha incominciato a colpirmi con quel coltello. Tantissime volte, almeno dieci. Ovunque, anche al torace» racconta Laura. La sua fortuna è stata una giacca in lana cotta, spessa e compatta. Rovinata dalla lama, ma non trapassata. Laura non mollava. Per istinto, non certo perché avesse grandi ricchezze da difendere. «Ho incominciato a tirarmi indietro per evitare le coltellate e nello stesso tempo ho alzato le gambe per prenderlo a calci – aggiunge -. Ma lui mi ha colpito con la lama alle gambe». Il rapinatore non voleva cedere. Così, è passato al colpo decisivo: una coltellata al braccio destro, poco sopra la mano che teneva il manico della borsetta. «Ho lasciato, lui ha chinato la testa, ha preso anche la borsetta di Vanessa ed è fuggito» dice ancora Laura. E lei gli è corsa dietro per qualche metro, nonostante il braccio grondasse sangue. «Soltanto a quel punto ho capito la gravità della situazione, ho incominciato a gridare come una pazza» dice Vanessa. Laura era in piedi, il braccio sanguinante e il cellulare nell’altra mano. Chiamava il 112. «Continuavo a sbagliare numero, facevo il 122» racconta. Un gruppo di giovani è arrivato in auto e ha aiutato le due donne. Laura: «Vorrei ringraziarli, erano ventenni, potevano tirare dritto e non lo hanno fatto. Hanno recuperato le chiavi e il portafogli caduti dalla borsa. Non so nemmeno come si chiamano. Vorrei ringraziarli attraverso il giornale».

    Da La Stampa Torino 08/03/09

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