I precari in servizio al Comune di Brescia sono oltre un centinaio
Febbraio 26, 2008Ieri durante il Consiglio Comunale in Loggia ho incontrati alcuni dipendenti dell’amministrazione con contratto precario che manifestavano la loro preoccupazione per le difficoltà con cui si trovano a svolgere i loro incarichi proprio per la situazione di instabilità che il loro inquadramento comporta.
Questo fa il paio con le preoccupazioni di cui mi hanno reso partecipe alcuni amici: il loro bimbo frequenta una delle scuole d’infanzia del Comune, si trovano molto bene e il bimbo ha un ottimo rapporto le maestre, in particolar modo con la maesta storica della sezione, una delle protagoniste di una sperimentazione arrivata a compimento e riferimento un po’ per tutti i genitori. Bene, questa maestra è ancora a contratto determinato e manifesta insofferenza per la cosa, tanto che sta considerando l’eventualità di cambiare sede di lavoro.
Di seguito pubblico il documento redatto dai dipendenti precari del Comune di Brescia.
“I precari in servizio al Comune di Brescia sono oltre un centinaio.
Fra questi, ci sono lavoratori somministrati, collaboratori coordinati e continuativi e lavoratori a tempo determinato, impiegati in tutti i settori comunali.
Le finanziarie 2007 e 2008 hanno aperto un varco che ha consentito, lo scorso anno, di stabilizzare alcune decine di insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatrici degli asili nido e che potrebbe, ora, dare risposta ad altre categorie fra cui assistenti sociali, educatori professionali, ausiliari delle scuole, figure tecniche, amministrative e sociali.
Affinché questa possibilità si concretizzi, l’Amministrazione deve individuare i posti che rispondano a necessità non occasionali; adeguare, se del caso, la dotazione organica e procedere all’adozione del previsto piano triennale di stabilizzazione entro il 30 aprile 2008.
È, perciò, indispensabile, visti i tempi ristretti, che i consiglieri comunali si informino già nei prossimi giorni su questo tema e dedichino un po’ del loro tempo alla questione in modo da dare precisi indirizzi all’Amministrazione.
Questo consentirà di rispondere alle aspettative di numerosi lavoratori e, contestualmente, alle necessità dei servizi resi a favore dei cittadini.
Si tratta di occuparsi della precarietà, non solo per agitare vuoti slogan, ma per offrire, a chi ha svolto per anni il proprio lavoro, una risposta adeguata che gli consenta di proseguire nella propria attività professionale con meno incertezza sul proprio domani.
Brescia, 25-2-2008 “
Pubblicato da Roberto Cammarata