campo marte/polveriera - rassegna stampa 9/6

Marzo 14, 2008

Bresciaoggi - venerdì 14 marzo 2008 cronaca pag. 9

Bresciaoggi - venerdì 14 marzo 2008 cronaca pag. 9
BRESCIA CHE VERRA’. È già stata approvata la variante al Prg. Prima di diventare uno spazio militare il complesso di via Crispi era un convento dei padri Somaschi

Alloggi e negozi nella ex caserma

di Mimmo Varone

immagine(’bso_f1_172.jpg’) Dal 25 febbraio scorso un’area di 6.700 mila metri quadrati nel cuore del centro storico è a disposizione della città. E’ la ex caserma Serafino Gnutti, che dispone di una superficie lorda sviluppata complessiva di ben 4.100 metri. L’amministrazione della Loggia che uscirà dalle urne del 13 aprile dovrà bandire la gara per cederla ai privati con le nuove destinazioni d’uso.
Il mese scorso il Consiglio comunale uscente ha fatto la sua parte e approvato la variante al Prg che la rende disponibile e trasformabile. Ha fissato pure i paletti degli interventi che si svilupperanno con la prossima legislatura. E dopo il comparto Milano, un’altra importante fetta di città tornerà a nuova vita, insieme ad una ventina di altri siti più piccoli, ma non meno importanti, tra cui l’ex Supercinema di corso Garibaldi, nelle cui corti interne si svilupperà una piazzetta molto simile alla “Bruno Boni”.
LA VARIANTE approvata per la caserma Gnutti prevede una quota destinata alla residenza e ai negozi di vicinato pari a quattro mila metri quadrati o poco più, che permette la realizzazione di circa 35, 40 alloggi. Si sfrutteranno, insomma, le volumetrie esistenti, perchè in centro le volumetrie non possono essere aumentate neanche di una virgola. Al massimo può esserci l’abolizione di parti incongrue, le “superfetazioni”, che possono essere demolite.
Il Consiglio ha stabilito pure che la ex chiesa di San Bartolomeo verrà ceduta al Comune per ricavarci una struttura di servizio (una sala pubblica, un asilo nido o altro ancora da decidere). E l’assessore all’urbanistica Mario Venturini non esclude la possibilità di collegare il complesso della Gnutti a corso Magenta attraverso una galleria. L’area della caserma si è resa disponibile grazie a un Protocollo d’intesa siglato nel 2007 tra la Loggia e i ministeri dell’Economia e delle Finanze. Il Comune ha già acquisito Campo Marte e la ex Polveriera, e per entrambe le aree ha avviato un programma di progettazione partecipata in modo da coinvolgere cittadini, associazioni, parrocchie, oratori, sulla futura destinazione d’uso (vedi articolo sotto).
Quanto alla caserma Gnutti, il Protocollo - presentato dall’Agenzia del demanio due giorni fa al Mipim di Cannes, la manifestazione internazionale del Real Estate che si tiene annualmente - ne prevede la valorizzazione attraverso la trasformazione urbanistica.
IN NOVEMBRE era stato presentato il progetto di variante di destinazione d’uso dell’ex caserma e nel gennaio scorso è arrivata l’autorizzazione all’alienazione del complesso da parte del ministero per i Beni e le attività culturali. Per ultimo, il Consiglio comunale ha approvato la variante al Prg, ed entro quest’anno dovrà vedere la luce il bando di gara per la cessione ai privati della ex caserma con le nuove destinazioni d’uso. Ma i pretendenti non dovrebbero mancare.
Il complesso immobiliare di via Crispi è inserito in una zona centralissima della città, in un contesto residenziale di alto pregio, nelle immediate vicinanze dell’Università, dei giardini pubblici e della zona commerciale. Ha una superficie lorda sviluppata utile di 6.700 metri quadrati circa, con quasi 3 mila metri coperti e 1,300 scoperti per un totale di 4.100.
In origine era un convento dei padri Somaschi, con annessa chiesa di San Bartolomeo. Dal 1824 era diventata caserma. Presenta una forma regolare quadrangolare e si sviluppa intorno a un cortile centrale con porticato sul lato ovest con ordine di colonne in pietra serena e prospetto principale su via Crispi. All’interno ci sono soffitti a volta decorati con stucchi e affreschi. Roba di pregio, che attende solo il via per tornare a disposizione della città.

IL PARCO RITROVATO. Prosegue il percorso della progettazione partecipata, e già si stagliano due fazioni: sportivi e non

CAMPO MARTE, idee a confronto

immagine(’bso_f1_179.jpg’) La progettazione partecipata per decidere il destino di CAMPO MARTE va avanti, e anche ieri pomeriggio nella tenda di via San Faustino sono tornati analisi, commenti e impressioni degli esperti, in vista dei laboratori che dovranno definire proposte concrete. Ma a CAMPO MARTE c’è già chi scavalca le recinzioni di notte, e qualcuno lo mette in relazione con i furti in appartamento che si stanno verificando nella zona.
La Giunta della Loggia, con gli assessori all’Urbanistica (Mario Venturini), ai Lavori pubblici (Valter Braghini) allo Sport (Giorgio Lamberti) all’Ambiente (Ettore Brunelli) ha espresso l’indirizzo comune di lasciare la decisione a cittadini, associazioni e oratori. Ma qualche distinguo non manca. Se Braghini parla da esponente della Lista Civica, ad esempio, mette subito in chiaro che «CAMPO MARTE deve restare una struttura sportiva». Certo, «bisogna valorizzare tutto quello che c’è, anche come parco aperto a tutti, ma lo sport deve avere il suo spazio perché è uno strumento per tutelare l’ambiente». Per ora Braghini non si pone il problema della gestione, che si vedrà con la prossima amministrazione, e si limita a dire che «potrà essere una società sportiva o anche una cooperativa».
Brunelli, invece, sottolinea che «il Progetto di partecipazione è aperto a 360 gradi, e lascia le decisioni ai cittadini». Perciò trova improprio che la Civica o altre forze politiche in questa fase dicano la loro. E poi, «bisogna intendersi su cosa sia un’attività di sport - precisa - perché se dovesse comportare l’affidamento della struttura a una società sportiva le cose cambierebbero completamente».
Per la verità, anche la prima circoscrizione guidata da Marco Toma si è già espressa, e a più riprese, sull’argomento. E per una volta è andata in perfetta sintonia con la Giunta municipale sulla progettazione partecipata. Anzi Toma ne rivendica la paternità. «Nell’ottobre scorso - ricorda - abbiamo approvato una delibera promossa da me e dai capigruppo di An e Lega Nord per chiedere che il futuro di CAMPO MARTE fosse deciso da cittadini, scuole, parrocchie». Una seconda delibera aveva pure chiesto la salvaguardia dell’Arco di MARTE, degli accessi, dello spazio per i cani, del palco e del percorso ginnico militare esistenti. Infine, «un’identica delibera di progettazione partecipata proposta dall’opposizione di centrosinistra - aggiunge il presidente - è stata approvata all’unanimità».
La circoscrizione ritiene che nell’area appena acquisita debbano trovar posto strutture sportive leggere, protette per non disturbare il relax, fruibili da tutti e messe in sicurezza anche dai frequentatori notturni». Già adesso - denuncia Toma - qualcuno «scavalca di notte le recinzioni, e forse non c’è relazione ma ci sono già stati 4 o 5 furti in appartamento». Perciò ieri ha scritto una lettera alle forze dell’ordine «perché intensifichino i controlli». I parchi «sono anche una questione di ordine pubblico - sostiene Toma . e non vogliamo che CAMPO MARTE finisca come il Gallo o il Pescheto».M.V.bsoggi14marzo.pdf