Campo Marte - rassegn stampa - 4 aprile 08 - giornale di Brescia

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LOGGIA 2008 Nell’incontro promosso dall’omonimo comitato è emersa unità di vedute tra Del Bono e Paroli sul destino dell’area

Campo Marte, futuro da parco urbano
È prevista una destinazione ludico-sportiva, nel nome della sicurezza
l’area diventerà infatti un parco urbano a vocazione non solo sportiva

Emilio Del Bono e, a destra, Adriano Paroli. Per entrambi i candidati alla poltrona di sindaco di Brescia il futuro di Campo Marte sarà all’insegna della trasformazione: l’area diventerà infatti un parco urbano a vocazione non solo sportiva

Campo Marte sarà un parco urbano, pubblico, pulito e sicuro. Avrà una vocazione sportiva ma anche ludica, e nessuna attività potrà monopolizzarne l’utilizzo. Questo, in sintesi, ciò che è emerso ieri sera nella sede della Prima circoscrizione, dove i candidati sindaco Emilio Del Bono e Adriano Paroli, hanno risposto alle domande poste dai rappresentanti del «Comitato Campo Marte».
L’area, la cui proprietà è stata da pochi mesi acquisita dal Comune, sarà quindi regolamentata come parco pubblico, recintato e, molto probabilmente, a chiusura notturna. Infatti, tra tutte le preoccupazioni degli ormai 876 membri del Comitato, quella sulla sicurezza occupa un ruolo di primo piano. Rassicurazioni in merito sono arrivate da entrambi i candidati, che hanno confermato come la sicurezza sia tra le priorità di intervento. Tra Del Bono e Paroli c’è stata quindi una sostanziale unanimità di opinioni in merito al futuro della gestione dell’area, che sarà di natura comunale, con possibili collaborazioni di soggetti intermedi, che dovrà essere fruibile da tutti i cittadini, sportivi e non, che sarà presidiata dalla Polizia municipale e da gruppi di volontari, e che potrà ospitare manifestazioni culturali e eventi ma in maniere «leggera», ossia di piccole dimensioni e con una programmazione saltuaria.
La passata Amministrazione, su proposta della circoscrizione, aveva avviato una procedura di progettazione partecipata, che ha consentito la nascita spontanea del Comitato e la stesura di una proposta contenente i 10 punti «caldi» della questione. «Durante le consultazioni pubbliche sono emerse diverse esigenze e anche desideri di chi vorrebbe che il parco non avesse un’unica vocazione, sportiva o ricreativa, ma entrambe - ha ricordato Claudio Peccani, presidente del “Comitato” -. Era necessaria una pubblica assunzione di responsabilità che fugasse ogni dubbio».
Anche la ventilata eventualità che il parco potesse essere acquisito dal Coni è stata smentita da Del Bono e Paroli, che hanno parlato di una vocazione sportiva ben definita e a carattere non preminente.
In conclusione, «se le promesse saranno mantenute», come qualcuno dei cittadini presenti ha commentato, in Campo Marte si potrà passeggiare, giocare, leggere, svolgere leggere attività sportive e, perché no, partecipare a piccoli eventi. Anche gli amici a 4 zampe avranno la loro area dedicata mentre, per gli utenti più tecnologici, ci sarà la possibilità della connessione internet Wifi.
Tra le proposte avanzate dal Comitato ricordiamo, tra l’altro, la riconversione dei 2 campi da tennis in spazi sportivi per giochi di squadra, come pallavolo, basket e calcetto; il ripristino dell’anello della pista di atletica, «tutelando però l’assetto storico del manufatto»; il posizionamento, in più punti, di giochi per bambini e di un «percorso vita» attrezzato per ragazzi e adulti; la ristrutturazione dell’ex magazzino attrezzi con l’installazione di sevizi igienici e di un locale bar, e la recinzione di protezione (che sarà sostituita o risistemata).
Di certo molto dell’entusiasmo dimostrato dai cittadini proviene dalla volontà di conservare la memoria storica del parco.
Come racconta Giusi Villari sul bollettino della Prima, «nel più ampio quadro della riorganizzazione dell’esercito dopo l’unità d’Italia, nel 1862 iniziarono le pratiche per l’individuazione di un luogo adatto ad ospitare le esercitazioni delle truppe di stanza a Brescia. Campo Marte fu inaugurato nel 1864, su un’area compresa fra le attuali via Gorizia, Foscolo, Campo Marte e Tommaseo, e intersecata dall’antico tracciato viario che dalla via Goito portava a San Eustacchio e verso il lago d’Iseo.
Nel 1925 il Comune acquistò l’area, ma solo parzialmente: l’esercito volle mantenere il possesso di parte del parco per la realizzazione di un campo sportivo».
Luisa Roda

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