Ex Polveriera

Chi come me è nato e vissuto nella zona nord della città ha un rapporto particolare con la polveriera: per anni imponente monumento dell’ipocrisia, era il luogo negato, il luogo vietato, dove tutti siamo andati, dove nulla era un mistero.
C’è un merito che però va riconosciuto alle rigidità del Ministero della Difesa: aver mantenuto per tanti anni offlimit quell’area, ha consentito di salvaguardarla e renderla una delle aree più interessanti da un punto di vista naturalistico per la nostra città.
Oggi il parco dell’exPolveriera è da considerarsi l’accesso privilegiato del più ampio progetto del Parco delle Colline, un appezzamento strategico per la città, che in questi anni più che mai ha l’obbligo di ridefinire il proprio rapporto con la natura: dopo lo scandalo della Caffaro, il Pcb, la mai risolta incognita delle emissioni del termovalorizzatore, le polveri fini e il PM10, è arrivato il momento che Brescia inizi a pensare seriamente se essere con o contro la natura.
In questi anni, dicevo all’inizio, la valle di Mompiano era un luogo negato di cui si sapeva già tutto. Questo grazie all’appassonata  opera di associazioni come i Ganari De Mompia, gli astrofili bresciani e tanti anni che in Valle ci sono andati per conoscerla, renderla pubblica, difenderla e per valorizzarne le particolarità naturalistiche.
Grazie a loro si può dire che il lavoro è già stato iniziato. Si tratta di continuarlo allargando la platea, facendo conoscere il nuovo Parco e appassionando le persone ad un progetto che guarda la futuro.
Da qui l’idea di un osservatorio che consenta di divulgare i documenti che riguardano il Parco della Polveriera.

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